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Che cos'è il Codice Morse?

Un modo per trasmettere testo con un solo interruttore. Tutto quello che serve è qualcosa che si possa accendere e spegnere.

Il codice Morse rappresenta ogni lettera, cifra e segno con una sequenza di segnali brevi e lunghi, chiamati punti e linee. Un punto dura un'unità di tempo, una linea tre. Le pause hanno la stessa importanza dei segnali: una unità dentro un carattere, tre fra due lettere, sette fra due parole. Così qualsiasi testo può passare attraverso un canale che conosce solo acceso e spento.

Come funziona

Il codice ha bisogno di due cose sole: un segnale che possa esserci o non esserci, e il tempo. Tutto il resto sta nel ritmo.

Le lettere frequenti hanno segni brevi - la E è un punto, la T una linea. Quelle rare sono lunghe: la Q ha quattro segnali. Non è casuale, e nemmeno frutto dell'intuito: nel 1838 Alfred Vail andò in una tipografia e contò quante lettere mobili tenessero in cassa per ogni carattere. Le più usate ricevettero i codici più corti.

Questo principio si chiama oggi codifica a lunghezza variabile ed è alla base di quasi tutta la compressione dei dati. Il codice Morse è il suo primo impiego pratico, più di un secolo prima dei calcolatori.

Da dove viene

Il primo messaggio telegrafico pubblico partì il 24 maggio 1844 da Washington a Baltimora. Il codice di allora non era però quello di oggi: era il Morse americano, con linee più corte e pause dentro alcuni caratteri. Funzionava benissimo sui fili e malissimo via radio, dove le pause si perdono nel rumore.

Nel 1865 le amministrazioni telegrafiche europee adottarono una versione semplificata, il codice continentale. È quello che oggi si chiama codice Morse internazionale e che la raccomandazione ITU-R M.1677-1 mette per iscritto.

Dove si usa ancora

  • Radioamatori. La telegrafia arriva dove la voce sparisce: un segnale debole si legge ancora quando parlare non serve più a nulla.
  • Aviazione. I radiofari trasmettono la propria sigla in Morse; i piloti la controllano prima di fidarsi dell'indicazione.
  • Sopravvivenza e soccorso. SOS con una torcia o un fischietto è capito ovunque, senza apparecchi.
  • Accessibilità. Chi può muovere solo un muscolo può scrivere con un unico interruttore - il Morse è ancora oggi uno dei modi più efficienti per farlo.

Domande frequenti

  • Il codice Morse è ancora usato?

    Sì, anche se non più nel traffico commerciale marittimo, dismesso nel 1999. Radioamatori, aviazione, sopravvivenza e ausili per la comunicazione lo usano ancora.

  • Quanto è difficile impararlo?

    Le lettere si imparano in poche settimane con dieci minuti al giorno. Il tempo vero se lo prende la velocità, non la memorizzazione.

  • Perché si chiama codice Morse?

    Dal nome di Samuel Morse, che sviluppò il telegrafo con Alfred Vail. Il codice che usiamo oggi però è la versione europea del 1865, non quella originale americana.

  • Serve una radio?

    No. Serve solo qualcosa che si possa accendere e spegnere: una torcia, un fischietto, uno specchio, una mano su un tavolo.